Agriturismi, nuovi servizi come opportunità di crescita per il settore

Il

2

agosto


Un’analisi dell’ISMEA fotografa caratteristiche e prospettive di quattro tipologie di attività e servizi che possono consentire agli agriturismi di ampliare la propria offerta ed aumentare la redditività.

La ricerca dei nuove attività e servizi capaci di innalzare redditività e competitività delle aziende agricole rappresenta un aspetto chiave del concetto stesso di multifunzionalità. È in questa direzione che si colloca l’indagine condotta dall’ISMEA su quattro “segmenti” di attività che possono essere condotte all’interno di una struttura agrituristica, con l’obiettivo di ampliare la gamma di servizi offerti nell’ottica della diversificazione aziendale. Oggetto dell’analisi sono corsi di cucina, bike, campi estivi, meeting aziendali e team building. Per ciascuno dei quattro “segmenti” individuati sono stati analizzati e approfonditi gli aspetti di storicità, complessità gestionale/organizzativa, il profilo della clientela, le tendenze di mercato, e la percezione che gli imprenditori hanno rispetto agli scenari di medio periodo.
L’indagine ha coinvolto 382 aziende agrituristiche, su 2.000 contattate, e portato alla produzione di 520 questionari (alcune aziende sono risultate attive in più segmenti e quindi hanno risposto a più questionari).

Corsi di cucina o “Cooking Class”

L’appeal per il cibo italiano, soprattutto per un pubblico internazionale, è innegabile ed è prevedibile che nei prossimi anni si possa assistere ad una crescita della domanda annua di corsi di cucina compresa 4% e il 6%. Un incremento che, secondo gli intervistati, sarà costituito in maniera prevalente dalla domanda internazionale, controbilanciata da una richiesta interna meno dinamica. “È pertanto verosimile – si legge nella ricerca, che solo le aziende che si doteranno di strumenti in grado di dialogare con l’utenza straniera troveranno soddisfazione nella prosecuzione del segmento.
Per poter favorire una rivitalizzazione delle “aule gastronomiche” anche verso il mercato domestico il documento evidenzia alcuni aspetti chiave: la scelta di territori che, pur caratterizzati da buoni flussi turistici interni, fanno registrare un’offerta del segmento scarsamente presente; un forte legame con una cucina contadina basata su semplicità, genuinità delle materie prime e utilizzo dei prodotti di stagione; una maggiore attenzione per la promozione verso i mercati di prossimità; proporre esperienze pratiche di cucina “consapevole” per quelle strutture che adottano pratiche di colture coerenti; puntare su un’offerta attenta ai più giovani, sempre più sensibili ai trend gastronomici che coinvolgono le famiglie.

“Bike”

Negli ultimi anni il mondo dei viaggi in bicicletta, nelle sue diverse modalità, sta registrando tassi di crescita stimati tra il 6% e l’8% arrivando a coinvolgere circa 2,2 milioni di viaggiatori nel nostro Paese. Si possono identificare tre principali tipologie di viaggio: cicloturismo, slow bike e mountain bike. Nel primo caso (circa il 68% del comparto) i viaggiatori sono soprattutto amatori che utilizzano bici da strada e che sono soliti percorrere lunghe tratte su strada, anche oltre 100 km al giorno. Lo “slow bike”, (circa il 14%) è invece praticato da un pubblico non amatoriale, ma che decide di fare del viaggio un’esperienza di approccio ai territori, alle genti, alle tradizioni, all’enogastronomia. Gli appassionati di mountain bike (circa il 18%), infine, amano percorrere sentieri trekking e comunque poco battuti dagli escursionisti. Per il mondo agrituristico italiano sono soprattutto queste ultime due categorie a poter costituire un mercato ancora tutto da scoprire e conquistare.
L’indagine evidenzia una crescita della domanda di destinazioni “slow bike” nell’ultimo triennio del 19%, ma anche che l’offerta di itinerari off road non è sufficientemente organizzata. Gli agriturismi potrebbero essere scelti da questo segmento in modo quasi naturale, per la loro capacità di rappresentare in un’unica soluzione: alloggio, esperienze eno-gastronomiche, prossimità agli itinerari, logistica. Il limite maggiore è proprio nella mancanza di reti locali (ricettive, ma anche tecnico-logistiche: officine, servizio trasporto bagagli, primo soccorso, ecc.) in grado di assicurare i servizi di contorno ai percorsi.
Il quadro che emerge dalla ricerca non può che confortare scelte che vadano a “specializzare” gli agriturismi che vogliono intercettare il mercato dei viaggi in bicicletta, ma il vero salto di qualità del sistema agrituristico non può che essere l’aggregazione e lo sviluppo di reti tematiche.

Campi estivi per ragazzi e settimane verdi

Dopo un periodo di flessione, questo tipo di soggiorni negli ultimi anni ha ripreso a crescere soprattutto, a differenza delle vacanze studio all’estero, per le proposte “domestiche”, mediamente più economiche e soprattutto più prossime alle località di residenza. Secondo l’Osservatorio sulle Famiglie di Federconsumatori, l’offerta dei Centri Estivi italiani (pubblici e privati) è cresciuta del 28% nel periodo 2010/2015.
Gioca a favore dei Centri Estivi in campagna (settimane verdi) anche una maggiore convenienza rispetto a proposte analoghe in ambito cittadino. Indubbiamente la crescita dell’offerta, specialmente in ambito cittadino, ha suggerito gli agriturismi ad una politica dei prezzi più aggressiva per attrarre utenti nelle aree rurali o periurbane, ma soprattutto si ha la percezione che le settimane verdi si stiano ritagliando uno spazio di mercato più preciso in cui i destinatari primari sono i bambini della fascia prescolare e scolare di primo grado (dai 4 ai 9 anni).
Diversa l’analisi per quanto riguarda i cosiddetti Campi Estivi (summer camp), rivolti agli under 18, che prevedono un soggiorno lontano da casa. Questa tipologia di offerta è stata tra le più penalizzate dalla congiuntura negativa del periodo 2008/2014 anche in relazione al fatto che la spesa media oscillava da 460 euro a 980 euro a settimana. Oggi il campione intervistato ha indicato per i summer camp “agrituristici” un prezzo medio di 525 euro a settimana (trasporto escluso).
Gli agriturismi specializzati in campi estivi e settimane verdi, emerge dallo studio, hanno avuto modo nel corso degli anni di differenziarsi rispetto a tutte le altre proposte, ritagliandosi uno spazio preciso di riconoscibilità.
Nonostante non sia attesa una crescita esponenziale per queste specifiche tipologie di attività, va evidenziato come esistano tendenze nuove che potrebbero essere intercettate. Una di queste è rappresentata dai soggiorni in Italia di giovani stranieri, desiderosi di contaminarsi con tutto quello che è Italian life style. Esistono in tal senso delle esperienze pilota in Toscana, Umbria e Marche, nelle quali, lavorando sui contenuti esperienziali, sugli aspetti di mediazione linguistica e su alcuni “hardware logistici” (accoglienza negli aeroporti, visti d’ingresso, ecc.) si sono ottenuti risultati più che interessanti.
Il quadro sembrerebbe confermare in linea generale le aspettative positive circa il segmento in questione, tuttavia gli imprenditori devono essere consapevoli che le attività da porre in essere assorbono totalmente la struttura e, in alcuni casi, si conciliano male con la ricettività turistica generalista.

Meeting aziendali & team building

Dai dati dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi emerge una consistenza del mercato di meeting aziendali nel 2016 pari a 827 eventi per un totale di 18.861 partecipanti. Questo dato rappresenta il potenziale a disposizione degli agriturismi in particolare per gli eventi con meno di 25 partecipanti e che si tengono nelle cosiddette sedi non convenzionali. Superato il periodo di crisi economica, gli addetti ai lavori prevedono un mercato in crescita per gli eventi aziendali anche per il biennio 2017-18.
Alcuni possibili fattori di successo emersi dall’indagine sono: una politica dei prezzi aggressiva rispetto alle proposte di altre tipologie di strutture, una maggiore attenzione ai servizi accessori, la presenza di supporti tecnologici e informatici adeguati.
Risulta inoltre estremamente importante evidenziare gli elementi caratterizzanti della propria offerta di Agrimeeting, a partire dalla tranquillità del contesto che favorisce attenzione e concentrazione dei partecipanti, passando per le caratteristiche di informalità e “personalizzazione dei rapporti” per arrivare all’abbinamento con un’offerta di esperienze enogastronomiche.

Fonte: PianetaPSR numero 73 luglio/agosto 2018


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