Limitone dei Greci

Tipo Itinerario: Naturalistico
Storico - Culturale
Luogo di Partenza: Mesagne
Luogo di Arrivo: San Pancrazio S.no
Lunghezza Percorso: 30 Km
Tempo Necessario: 4 ore
Mezzo di trasporto: In auto
In bici
Fondo Stradale: Asfaltato
Comuni coinvolti: Mesagne, San Donaci, San Pancrazio Salentino.
Contatto: 0831121212

DESCRIZIONE

Il percorso parte da Mesagne. Il centro storico (VEDI PERCORSO “cuore di pietra”)

Lasciata Mesagne, da via …, si prosegue su una strada dotata di segnaletica cicloturistica. Dopo circa 1 km si giunge ad un bivio e si segue la strada tenendo la sinistra. Il paesaggio agrario è curato e segnato da uliveti secolari, a tratti monumentali, alternati a campi aperti coltivati a granaglie. Al bivio del km 4,9 circa si svolta ancora una volta a sinistra e, dopo circa 500 metri si presta attenzione all’attraversamento della SP 74 che collega Mesagne a San Pancrazio. Si giunge, così, nei pressi della Masseria Muro Maurizio, dove sono state rinvenute numerose testimonianze di epoca messapica.

I campi agricoli sono aperti e le coltivazioni sono variegate, anche se frequentemente insistono i vigneti. Dopo aver oltrepassato alcuni parchi fotovoltaici, al km 9 circa si presta attenzione ad attraversare la SP 51 Oria – Cellino San Marco e si prosegue dritto su una strada sterrata affiancata da alcuni alberi di eucalipto che conduce ad una strada asfaltata presso il tempietto di San Miserino.

Lungo la strada ciclabile che conduce a San Donaci si trovano alcune masserie (indicate da apposita segnaletica): masseria Monticello, Falco, Palazzo, in parte destinate all’uso agricolo, in parte abbandonate.

Il paesaggio agrario è promiscuo, caratterizzato dalla presenza in prevalenza del vigneto, ma anche di estesi campi di grano e dagli immancabili ulivi.

San Donaci

Uscendo dal centro abitato in direzione S lungo la strada che porta al cimitero, dopo averlo oltrepassato seguendo una strada sulla destra, uno stradone sterrato conduce alla zona de Li Paduli, un’area in cui durante la stagione delle piogge convergono le acque meteoriche delle contrade circostanti e si forma un grande stagno che ospita numerose comunità di avifauna. Nei pressi dell’area, proseguendo lungo la strada sterrata, la masseria Paduli è immersa nei vigneti. Il percorso pianeggiante prosegue in direzione W verso San Pancrazio Salentino, lungo una strada con asfalto rovinato e in parte sterrato, finché presso il passaggio a livello un cartello indica l’area archeologica de Li Castelli, dove sono stati ritrovati numerosi reperti fittili, poco prima di giungere a San Pancrazio Salentino.

San Pancrazio Salentino

Il comune di San Pancrazio Salentino può essere letto come “territorio cerniera”, di passaggio fra una particolare configurazione territoriale e insediativa che troviamo a Nord Ovest della provincia brindisina e quella della parte Sud Orientale.

Questi due ambiti si presentano, infatti, ben distinti e sono caratterizzati da un diverso assetto paesaggistico e urbano dei rispettivi comuni di riferimento.

Il nome dell’itinerario è dato dalla particolare condizione di continuità fra la parte Nord del territorio in cui storicamente il potere ecclesiatico ha caratterizzato lo status governativo e l’aspetto insediativo (soprattutto la presenza del Barocco Sacro) e la parte Sud, in cui la scarsa presenza di elementi di pregio monumentale è “compensata” dall’eccellenza della produzione vitivinicola.

I beni presi in considerazione sono:

  1. La chiesa Madre;

  2. La chiesa di Sant’Antonio da Padova;

  3. Il palazzo Arcivescovile;

  4. Il frantoio Ipogeo di Sant’Antonio alla Macchia;

  5. La grotta dell’Angelo.

 

A sud del centro abitato, oltre la SP 64 che conduce a Manduria, si trova, presso l’azienda agrituristica Torre Vecchia, la grotta dell’Angelo, nella quale sono stati recuperati alcune affreschi. Vi si accede dalla via per Avetrana.

Invece, a circa 3,5 km a NW del centro abitato insiste il Santuario di Sant’Antonio alla macchia, con l’omonima pineta ed alcuni insediamenti rupestri. Dopo aver attraversato il passaggio a livello di via per Mesagne, si svolta a sinistra su via Settembrini (parallela alla linea ferroviaria)e dopo circa 350 metri a destra. L’area è coltivata prevalentemente a vigneto, ma in parte è incolto. Questo tratto è percorribile anche a piedi.

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PUNTI DI INTERESSE

  • Chiesa Madre
  • Chiesa di Sant’Antonio da Padova
  • Palazzo Arcivescovile
  • Frantoio Ipogeo di Sant’Antonio alla Macchia
  • Grotta dell’Angelo

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